Diagnosi energetiche nel settore alimentare: più efficienza, più risparmi

Diagnosi energetiche

L’industria del cibo rappresenta uno dei settori economici più importanti dell’industria manifatturiera dell’Unione Europea e altrettanto significativi sono i costi energetici derivanti dalle attività delle numerose filiere che lo caratterizzano.

I CONSUMI D’ENERGIA
Per l’Italia l’Eurostat ha valutato che nel 2014 i consumi finali di energia del sistema agricolo-alimentare risultano complessivamente pari a 15,2 Mtep, di cui 13,3 Mtep a carico del settore agricoltura e industria alimentare, 0,2 Mtep a carico del settore ittico e 1,7 Mtep a carico della filiera forestale. In particolare, i consumi energetici del settore primario sono risultati circa la metà (4,7 Mtep) di quelli a carico dell’industria alimentare (8,6 Mtep). In ultima analisi, i consumi energetici complessivi del sistema agricolo-alimentare hanno rappresentato nel 2014 il 12,8% dei consumi di energia finale a livello nazionale.

E da un’elaborazione dell’ENEA su dati del Ministero dello Sviluppo Economico risulta che in termini di fonti di energia la ripartizione vede olio combustibile BTZ ed energia elettrica tra le richieste maggiori di consumo per l’industria alimentare, rispettivamente con il 35,6% e 27,5%. Di fronte a questi dati una gestione consapevole dell’energia è quindi fondamentale per individuare aree di risparmio.

I VANTAGGI DELLA DIAGNOSI ENERGETICA
Per capire dove, all’interno di un’azienda, sia meglio effettuare interventi di efficientamento, è opportuno svolgere una diagnosi energetica, affidandosi ad auditor certificati che abbiano le competenze e l’esperienza necessarie.

Eseguire la diagnosi significa innanzitutto svolgere una raccolta di informazioni preliminari del sito, della struttura e dei processi produttivi, per poi procedere con il sopralluogo e con l’analisi energetica. L’elaborazione dei dati raccolti durante la diagnosi viene condensata in un rapporto che ne illustra le risultanze, inquadrando la situazione generale per trovare margini di riduzione dei consumi e stimare il beneficio energetico conseguibile.
In generale nelle filiere agroalimentari i maggiori consumi d’energia si riscontrano soprattutto nei comparti della catena del freddo e delle produzioni in serra, nei processi di produzione della carne, delle produzioni vegetali e degli ortaggi.

La diagnosi energetica è lo strumento ideale per generare processi virtuosi che possano aiutare a rendere più facile l’approccio all’efficienza energetica da parte delle imprese e, soprattutto, a conseguire risultati concreti di miglioramento dell’uso dell’energia.

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