Turismo sostenibile: le novità del piano strategico 2017

Il turismo italiano si fa sostenibile.
Il turismo italiano si fa sostenibile.

Sostenibilità ambientale e culturale le parole chiave del Piano strategico del turismo 2017-2020.

Sostenibilità ambientale e culturale. Sono le parole chiave del Piano strategico del turismo 2017-2020, presentato dal ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini. Il piano ha l’obiettivo di diversificare l’offerta turistica nel nostro Paese, implementare il turismo sostenibile, innovare il marketing del brand Italia, accrescere la competitività e migliorare la governance del settore. Con un occhio attento alla tutela ambientale.

I numeri del settore turistico

Il settore turistico in Italia vale 171 miliardi di euro, pari all’11,8% del Pil e al 12,8% degli occupati. Un settore che ora, attraverso questo nuovo piano, punta alla rivoluzione digitale, con un adeguamento della rete infrastrutturale e una riduzione degli oneri burocratici e fiscali. Secondo il documento, infatti, il comparto ha bisogno di un miglioramento nella quantità e nella qualità dell’occupazione, oltre che di una semplificazione del sistema normativo.

In particolare, il piano punta alla diversificazione delle mete turistiche per indirizzare i flussi turistici verso territori ricchi di potenzialità ancora inespresse, come le aree rurali, le piccole e medie città d’arte, i parchi naturali e marini. Tutto all’insegna della sostenibilità. I quattro macro-obiettivi del piano strategico per incrementare il turismo sostenibile sono:

1) Innovazione, specializzazione e integrazione dell’offerta nazionale.

Si punta a realizzare con le Regioni il primo Catalogo dei prodotti e delle destinazioni italiane, a sviluppare progetti innovativi per la formazione delle guide del patrimonio storico e culturale tramite gli attrattori enogastronomici, oltre che a creare forme di percorrenza alternative. E per i grandi “landmark” italiani del turismo balneare e delle grandi città d’arte si pensa a un ruolo di “porte d’accesso” per altri territori emergenti meno battuti.

2) Accrescimento della competitività del sistema turistico

Per fare ciò si punta sul collegamento dei nodi dell’alta velocità con le città d’arte tramite il trasporto su gomma, e anche sulla valorizzazione delle ferrovie storiche in nuovi percorsi turistici. Non solo: si vuole semplificare il sistema normativo e promuovere l’innovazione e la digitalizzazione.

3) Sviluppo di un marketing efficace e innovativo

In collaborazione con Enit, per il progetto “Porte d’Italia”: particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione dei siti Unesco, grazie anche ad alcuni gemellaggi con i siti cinesi.

4) Realizzazione di una governance efficiente e partecipata

Volto a elaborare il piano e le politiche turistiche, con la realizzazione di previsioni tramite l’utilizzo di Big Data di andamento del settore in accordo con Istat, Regioni ed Enit.

Si tratta di «un documento di svolta che rafforza l’idea di Italia come museo diffuso», ha detto il ministro Franceschini presentando il Piano. «Proponendo anche nuove destinazioni, individua nel turismo, sostenibile e di qualità, uno strumento di policy per il benessere economico e sociale di tutti».

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